Il primo blog favorevole al controllo delle nascite nello Stato Vaticano.
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domenica 21 novembre 2010
Ottimistiche riflessioni domenicali
Una delle cose migliori della vita è che in fondo niente viene per nuocere, ma bisogna essere fottuti ottimisti per capirlo. Cioè se ci si trova in un momento positivo, questo non può che derivare dai momenti passati e ciò significa che sono stati momenti positivi. Qualora non siano stati positivi, vuol dire che sono state situazioni negative, da cui però si è tratto il meglio e si è arrivati al punto in cui si è ora, quindi vuol dire che sono state in fondo situazioni positive. Lo so, sono un ottimista terribile, da far venire il nervoso per tanta ingenuità. Ma se penso al passato, non posso negare che alcune delle persone che oggi fanno parte della mia vita le ho conosciute grazie ad altre persone che nello stesso momento mi facevano soffrire. Quindi ora come ora non posso che essere grato a quelle che mi facevano soffrire, perché mi hanno fatto dei regali che non possono nemmeno immaginare. Per una in particolare, "ci vorrebbe una statua". Non sto scherzando, certe volte lo penso davvero. Non so portare rancore, sono una persona stupida, trovo la positività in tutto. E ciò è la mia croce e allo stesso tempo la mia salvezza.
lunedì 18 ottobre 2010
Il fanatismo è per chi sa accontentarsi
Per avere successo nella vita, in qualsiasi campo, bisogna avere passione, ma spesso non basta. I motivi sono tanti. Primo, la passione ce l'ha tanta gente, quindi c'è molta competizione. Secondo, il successo necessita anche di po' di buona sorte, benché non sia fondamentale. Per essere sicuri di avere successo quindi, non bisogna avere una "semplice passione", bisogna essere dei veri e propri fanatici. Il fanatismo è quella cosa per cui diventi una specie di santone per la tua disciplina, ma un perfetto inetto per tutto il resto. Oppure non diventi un inetto, ma perdi contatto con la restante parte dell'esistente. Non fa per me. Essendo un ibrido non posso fare altro che provare ad avere passioni per diversi campi, ben sapendo di non poter mai eccellere nello specifico. Lo so da sempre. Fin da piccolo sono sempre stato uno dei migliori a scuola (ma non il migliore), andavo bene in tutte le materie considerando la media, ma in ogni campo c'era sempre qualcuno più bravo di me. Che faceva cagare nel resto, ma eccelleva in quello. A differenza mia. Non ho mai cercato di primeggiare, forse perché bisognava sforzarsi troppo, forse perché mi è sempre piaciuto tutto, forse perché sapevo che avrei perso contro il fanatico di turno. Sono sempre stato un ibrido. Per fortuna per quelli come me, hanno inventato una facoltà apposta : 5 anni di studi per non essere né un ingegnere chimico, né un biologo molecolare, né un chimico, né un medico, ma qualcosa che metta insieme un po' tutto. Una facoltà fatta su misura per quelli come me, non l'avrei mai sperato, altrimenti mi sarei dovuto accontentare di specializzarmi in un solo campo, con la consapevolezza di non avere il fanatismo necessario per eccellere. Non l'avrei mai sopportato. In questo modo riesco a soddisfare le mie ibride necessità cognitive e scegliere la mia strada avendo a disposizione infinite possibilità, senza l'ossessione che ci sia qualche "mostro" più bravo di me in un campo, che tanto non me ne frega un cazzo, io posso essere tutto, a mio piacimento, lui mai, rinchiuso nel suo fanatismo. Questo è il punto.
C'è chi dice che essere tutto in fondo equivale a essere niente.
Beh si sbaglia! Almeno lo spero, cazzo.
venerdì 1 ottobre 2010
Senza titolo
Non so scrivere lettere d'amore. Mai saputo scrivere nulla d'amore. Il punto è che io vivo di fretta e non trovo il tempo per soffermarmi a contemplare ciò che provo. Vivo di ansie e di attese del momento successivo. Vivo immaginandomi come sarà l'attimo successivo, ma non è mai come me lo immagino. Qualunque cosa io posso immaginare non mi succede mai. Forse è meglio così.

Mi innamoro di continuo, perché non so fare altro. Perché l'innamoramento è breve e intenso e si adatta meglio al mio modo di vivere. C'è che dice che non è vero amore, ma si sbaglia di grosso. O forse mi sbaglio io. Una delle cose positive dell'amore, è che in fondo nessuno ne sa un cazzo, ognuno ha una sua teoria. Questo mi consola, ma resta il fatto che non so scrivere lettere d'amore. Non è che non provi nulla, anzi. Io so cosa quando sono innamorato, ne conosco benissimo i sintomi. Ma non so metterli nero su bianco. Non so scrivere lettere d'amore perché non so cosa dovrei scrivere. Non mi sento di fare promesse, non mi sento di fare proclami, di fare dichiarazioni eterne non mi sento di scrivere bugie. E non mi va di scrivere ciò che provo, perché ho sempre preferito l'azione alla contemplazione. O forse me ne vergogno, perché mi sento improvvisamente debole, perché mi sento ridicolo. Questa è una certezza : l'amore rende ridicoli. Lo diceva anche Gaber, l'amore è :"Una farfalla che ti si posa un attimo sulla testa. E ti rende tanto più ridicolo quanto maggiore è la sua bellezza...".
E questo è quanto, direi.

martedì 28 settembre 2010
Ti voglio bene, stronzo!
Non esistono persone perfette. Questo è un concetto importante da capire. Io l'ho capito tardi. Ogni persona ha delle peculiarità buone e altre invece negative, che i benpensanti (o gli stronzi), si affrettano a chiamare "difetti". Ma io che sono un materialista ateo relativista positivista, non condivido molto questa visione del mondo. Cioè io dico che non esistono difetti, almeno non in senso assoluto. In fondo un difetto è qualcosa che può dare fastidio a qualcuno, ma può andare benissimo per un altro. Per esempio per mia madre, la nostra vicina di casa è perfetta, una ragazza bravissima e molto intelligente, ma quella sua peculiarità di togliersi i peli dalle gambe con un coltello da cucina, mi mette un po' in imbarazzo, come anche la sua abitudine di indossare cappelli fatti di pane. Cioè in fondo queste persone perfette ma chi sono? Mi fanno l'esempio del Papa, ma io non credo proprio sia perfetto. Niente di che, ma penso solo che conciarsi in quel modo alla sua età è un po' ridicolo. Cioè, il bianco è passato di moda da secoli, potrebbe aggiornarsi. Quello che voglio dire è che non bisogna sforzarsi di essere belle persone, anche perché ci sarebbero sempre due facce della stessa medaglia, quindi sei contemporaneamente una bella persona, di successo, potente e un puttaniere mafioso pieno di società Off-shore. Non bisogna cambiare. Non è una cosa che ha senso per farsi dei nuovi amici. La cosa fondamentale è essere sempre sé stessi e cercarsi un gruppo di persone che apprezzino i tuoi "difetti". Gesù è sempre rimasto sé stesso, e ne aveva di difetti, altroché. Frequentava puttane, biscazzieri, truffatori, lavava i piedi alla gente sconosciuta, si incazzava nel tempio, eppure dopo duemila anni è ancora portato come esempio. Questo non vi dice niente? Siate voi stessi, non sarete mai totalmente delle brutte persone, troverete sempre qualcuno che vi apprezzi per quanto siete brutti e cattivi, perché siamo tutti brutti e cattivi in fondo. Le persone perfette con esistono. Al massimo si può avere una perfezione imperfetta, che è un bene, perché parliamoci chiaro, la perfezione a lungo andare scassa la minchia. L'importante è essere positivi e cercare sempre il lato positivo delle cose.
-Ma a te piace Antonio?
-Si, mi pare un tipo ok. Tu non trovi?
-Non lo so. Certe volte mi pare un po' come dire...
-Un po' come?
-Quelle cose che dice ogni tanto.
-Quali cose?
-Ieri l'ho sentito che parlava da solo. Diceva di voler bruciare tutti gli omosessuali. Sembrava posseduto. Mi ha fatto paura.
-Bah, non mi pare 'sta gran cosa.
-Credo che sia un terribile omofobo.
-Ah!
-Eh, credo sia una cosa terribile.
-Vabè, ma guarda il lato positivo.
-Sarebbe?
-Almeno non è ebreo!
sabato 4 settembre 2010
Bisogna sempre prendere appunti
Alla fine succede sempre così. Tu credi di avere imparato un sacco di cose dalle esperienza passate, credi che ora riuscirai a gestire tutta una serie di situazioni difficili che hai già incontrato dove spesso hai fatto la figura dello scemo, ma era solo perché pagavi l'inesperienza e non sapevi come prendere quelle situazioni. Almeno credevi che fosse per l'inesperienza, o meglio ci speravi quasi. Poi invece ti vedi cadere addosso in un tragico rewind le stesse insicurezze, gli stessi dubbi, lo stesso smarrimento, ti senti di nuovo impacciato, impantanato, ridicolo. E cominci ad odiarti profondamente.
E poi arrivi a chiederti:"Ma allora non è cambiato niente?Dov'è la mia crescita?Dov'è il mio miglioramento?Ho passato della merda inutilmente?Mi avevano detto che sbagliando avrei imparato e invece non è cambiato un cazzo!Non ne so più di prima, cioè non so nulla."
Ti viene voglia di andare da qualcuno a protestare, a dire "LEI MI HA MENTITO!Perché non ho imparato nulla?". Ti vien voglia di piangere e di spaccare qualcosa, mo poi pensi che non servirebbe a nulla. Quindi ti calmi, cerchi una sigaretta, come sempre non la trovi e allora esci e vai ad affrontare di nuovo la vita, ma stavolta ti porti appresso un block notes e una penna.
venerdì 3 settembre 2010
La mia parte intollerante
A grande richiesta (mia) il mio decalogo delle 10 tipologie di persone da odiare (cordialmente):
1)quelli che mentre sono ad una serata ci tengono ad aggiornarti su quanto si stanno divertendo ogni 5 minuti, togliendoti quindi ogni misera speranza di divertirti. I più irritanti tendono a stilare classifiche di divertimento di tutte le serate della propria vita aggiornata in tempo reale.
2)quelli che ti chiedono se ti diverti ogni 10 minuti. Alla decima volta non rispondi più, metti solo in esposizione un sorriso ebete sperando che la tortura finisca. Alla cinquantesima volta contempli l'omicidio. Alla centesima il suicidio. L'ultima volta hai le palle così fracassate che mentre cammini suoni come una maracas.
3)quelli che ti svegliano chiedendoti se prima che loro ti svegliassero stavi dormendo. Una evidente prova che Dio ci ha abbandonati.
4)quelli che non considerano cultura o arte tutto ciò che fa ridere. In pratica quelli convinti che solo la noia sia arte.
5)quelli che pensano che il calcio sia solo "22 cretini in mutande che corrono appresso ad un pallone". Il punto non è che non si può parlare male del calcio, affatto, ma devi parlarne male decentemente. Cioè puoi dire che il calcio è noioso(meglio se dici "il calcio mi annoia"), che i calciatori guadagnano troppo, che i tifosi sono stupidi, ma cazzo questa frase del c "22 cretini in mutande che corrono appresso ad un pallone" significa solo che sei uno stronzo.
6)quelli che quando io al ristorante chiedo se vogliono una bottiglia di vino secco o frizzante mi chiedono una bottiglia di vino "normale". "NORMALE!" E sempre gli stessi che mettono l'acqua nel bicchiere che io gli ho portato per il vino.
7)quelli che non fanno un cazzo di niente nella loro vita e non hanno mai fatto un cazzo di niente e che quando gli chiedi come mai non fanno un cazzo di niente nella loro vita rispondono che non hanno avuto fortuna. Non hanno avuto fortuna...
8)quelli che preferiscono ad esempio che in Namibia gli abitanti muoiano di fame, piuttosto che uccidere una solo fottutissima foca. In generale quelli che, come credo dicesse Parini da qualche parte, "concedono agli animali la stessa pietà che non concedono all'uomo".
9)quelli che si vergognano di fare cose infantili perché sono grandi per certe cose.
10)quelli che dicono "friggitelli".
Non rientrati per poco nella Top Ten ma che meritano ugualmente almeno un po' di disprezzo:
quelli che lavano la macchina 2 volte al giorno, quelli che non dicono parolacce, quelli che pensano sia molto figo fare liste di persone da odiare, quelli che ti fissano per strada mentre cammini, quelli che pensano che i fumetti siano per bambini e infine semplicemente quelli che spendono più di 200 euro per un paio di scarpe.
giovedì 2 settembre 2010
Boia chi molla
Il problema del volere fortissimamente una cosa, ma davvero fortissimamente una cosa, cioè quando davvero la tua vita è tutta in funzione di una tua volontà, e questo vuol dire che ti dimentichi di mangiare, di dormire, metti la salute da parte e anche la ragione, il problema dicevo è che purtroppo al mondo che un sacco di gente e quindi magari c'è un sacco di gente motivata quanto te o magari di più e perciò non puoi avere quello che vuoi. Non è che ci sono cose filosofiche dietro tipo:"le cose desiderate sono irraggiungibili", "bisogna volare basso nella vita per non avere delusioni" e poi anche "blablabla", ma semplicemente c'è un sacco di gente su questo pianete e quindi la cosa diventa difficile, ma comunque non statisticamente impossibile. Tutto ciò per dire solamente che mollare una cosa a cui si tiene fortissimamente è, ad ogni modo, da fessi.
In realtà quando ho cominciato a scrivere questo post avevo altro in mente, poi è passato.
mercoledì 1 settembre 2010
The importance of being smart
Sei un ragazzo intelligente e ti stimo molto. E infatti sto con un cretino.
Sei un ragazzo intelligente e mi piace molto parlare con te. Ma preferisco scopare con un cretino.
Sei un ragazzo intelligente e mi piace molto parlare e raccontarti i miei problemi, perchè tu mi capisci. E intanto scopo con un cretino.
Sei un ragazzo intelligente e mi piace sfogarmi con te. Ma intanto scopo con un cretino.
Sei un ragazzo intelligente e se devo andare al teatro chiamo te. Ma se devo scopare chiamo uno meno colto (e cretino).
Sei un ragazzo intelligente e so che posso confidarti le mie fantasie sessuali senza che tu mi consideri una troia. E poi metterle in pratica con un cretino ( che mi considera una troia).
Sei un ragazzo intelligente e so che riesci a capire le critiche che ti faccio. Per questo non faccio critiche ai cretini (ma ci scopo).
Sei un ragazzo intelligente e sai cosa è meglio per me. E infatti sto con un cretino.
Sei una persona intelligente e sono sicura che sapresti rendermi felice. E infatti sto con un cretino.
Sei un ragazzo intelligente e simpatico. E infatti preferisco uscire con cretini.
Sei un ragazzo intelligente e mi conosci benissimo. E infatti sto con un cretino.
Sei un ragazzo intelligente e sensibile. Ma perchè non ti ho incontrato prima?Ora sono impegnata con un cretino.
Sei un ragazzo intelligente e sensibile. Ma com'è che non sei fidanzato? Ah già, i cretini...
Ci tengo a precisare che questo intervento non è maschilista, ma semplicemente scritto al maschile. Qualunque donna volendo può identificarsi in qualche frase sostituendo la "o" con una "a" e scrivendo "una" invece di "un". Ma non sempre però, altrimenti non si capisce più nulla. Fate voi.
Sei un ragazzo intelligente e mi piace molto parlare con te. Ma preferisco scopare con un cretino.
Sei un ragazzo intelligente e mi piace molto parlare e raccontarti i miei problemi, perchè tu mi capisci. E intanto scopo con un cretino.
Sei un ragazzo intelligente e mi piace sfogarmi con te. Ma intanto scopo con un cretino.
Sei un ragazzo intelligente e se devo andare al teatro chiamo te. Ma se devo scopare chiamo uno meno colto (e cretino).
Sei un ragazzo intelligente e so che posso confidarti le mie fantasie sessuali senza che tu mi consideri una troia. E poi metterle in pratica con un cretino ( che mi considera una troia).
Sei un ragazzo intelligente e so che riesci a capire le critiche che ti faccio. Per questo non faccio critiche ai cretini (ma ci scopo).
Sei un ragazzo intelligente e sai cosa è meglio per me. E infatti sto con un cretino.
Sei una persona intelligente e sono sicura che sapresti rendermi felice. E infatti sto con un cretino.
Sei un ragazzo intelligente e simpatico. E infatti preferisco uscire con cretini.
Sei un ragazzo intelligente e mi conosci benissimo. E infatti sto con un cretino.
Sei un ragazzo intelligente e sensibile. Ma perchè non ti ho incontrato prima?Ora sono impegnata con un cretino.
Sei un ragazzo intelligente e sensibile. Ma com'è che non sei fidanzato? Ah già, i cretini...
Ci tengo a precisare che questo intervento non è maschilista, ma semplicemente scritto al maschile. Qualunque donna volendo può identificarsi in qualche frase sostituendo la "o" con una "a" e scrivendo "una" invece di "un". Ma non sempre però, altrimenti non si capisce più nulla. Fate voi.
venerdì 23 luglio 2010
Marzullità
Sono una persona insicura, ma come faccio ad esserne sicuro?Cioè, son sicuro di essere insicuro, o forse mi sbaglio. Perché se son sicuro di essere insicuro, allora vuol dire che ho una certezza su qualcosa e sono una persona sicura, che contraddice la mia tesi iniziale. Ma quindi se non posso essere sicuro di essere insicuro forse allora devo essere insicuro di essere insicuro, il che corrisponde ad una incertezza probabile ma non sicura, e quindi sono una persona insicura a volte e sicura in altra. Odio le mezze misure. Che poi le mie insicurezze mi generano ansia che ha un pessimo effetto sul mio organismo. Non mi è comunque ancora chiaro se sono le mie insicurezze a creare ansie o le mie ansie e crearmi delle insicurezze. So solo che mi piace molto la batteria di light my fire dei Doors, che mi ha placato un po' i nervi in questi giorni. L'ho sentita un sacco, perché ho la macchina con lo stereo rotto e quindi sento solo la batteria.
In sostanza sono una persona molto confusa che ha bisogno di una lunga serie di sedute da uno psicanalista. Il problema è che purtroppo non posso permettermelo.
domenica 4 luglio 2010
Di domenica pomeriggio
Ti trovi come se niente fosse a pensare che in fondo la vita è inutile, che è un terribile, inutile sforzo, e che la stai affrontando in modo stupido, faticando per diventare un membro di una società, che ti costringe a pagare tasse per servizi scadenti, a fare assicurazioni, a fare un mutuo, a rispettare i semafori, a rispettare gli stop, a bere poco, essere educato, a portare rispetto a gente che non conosci e che se conoscessi non rispetteresti, e altre stronzate, che ti dice che droghe puoi assumere e quali no, come se ci fosse una qualche differenza, che non ti fa scegliere come morire, come se diventare una patata lessa fosse davvero una cosa giusta.
E pensi che stai sbagliando tutto, che forse dovresti mollare tutto e andare a pescare granchi giganti nello Stretto di Bering, tra gli iceberg, le foche e le orche. Sarebbe davvero così male?
Poi ti calmi, ripensi a tutto e scopri che in fondo questa vita ti abbastanza bene così. Poi capisci che in realtà non è vero, questa società ti disgusta ed il vero motivo per cui non abbondoni tutti è che non ne avresti mai il coraggio. Ed è questa la parte più triste di tutte.
martedì 8 giugno 2010
In quieto
Non riesco a stare fermo. Cioè non mi va di stare fermo. Ma non sempre. Solo quando mi impongono di stare fermo. Se decido io di stare fermo, cioè quando decido di dormire, sedermi, sostare, fumare allora va bene. Posso stare ore fermo, tranquillamente, senza lamentarmi. Ma se la staticità mi è imposta, allora impazzisco. Stare fermo per motivi non miei mi infastidisce, non mi fa ragionare, mi fa incazzare. Di solito l'incazzatura è maggiore quanto più è stupido il motivo che causa l'attesa. Un semaforo rosso? Bestemmia leggera. Aspettare due secondi l'ascensore? Bestemmia da scomunica. Aspettare che il caffè salga? Posso spaccare sedie. Non mi piace aspettare e odio chi mi fa aspettare e odio far aspettare. Così sono sempre in anticipo, e mi tocca aspettare. Appena c'è da attendere divento irrequieto, nervoso e non posso fare altro che correre da un capo all'altro, da un'attesa all'altra senza alcuna speranza, senza alcun obiettivo. Il mio inferno è una fermata dell'autobus con questo che non arriva mai e il tabellone che segna 5 min, poi sale a 10, poi scende a 3, poi sale a 7, poi segna 5 e così via. Il mio inferno è l'attesa. Perché nell'attesa si sta da soli.
Come disse il poeta :"Le attese sono un inferno di solitudini immeritate".
sabato 29 maggio 2010
Scrivo
Scrivo per sfogo. Ho sempre fatto così. Scrivo i pensieri che ho in testa. Anche quando ho una storia, non è che comincio a scrivere e poi invento al momento. Non scrivo se non ho tutta la storia ben definita in mente. Posso partire dall'inizio o dal finale, ma l'importante è che mi immagini tutta la storia in mente. La mia testa è piena di storie a metà, di frammenti, di finali senza testa, di immagini rare, battute senza contesto, dialoghi senza senso.
Scrivo quando ho qualcosa che mi frulla in testa, che mi tartassa, che mi blocca. E allora la scrivo, così la blocco per sempre sul foglio, virtuale o meno e la cosa non mi tormenta più, è come se la dimenticassi e non ci penso più. Scrivo di getto. Non leggo mai quello che scrivo, né lo correggo, in primo luogo perché non mi piace mai. Trovo sempre errori, non mi piace come imposto le frasi, come le continuo, come le finisco. mi verrebbe da riscriverlo daccapo ma anche lì troverei altri errori e così via, all'infinito. La frase perfetta non è qualcosa alla mia portata. In secondo luogo non rileggo mai quello che scrivo perché il mio lavoro è finito lì, dopo aver cliccato l'ultimo punto. Il mio scrivere è solo un'istantanea del mio cervello, un attimo sfuggevole, la storia di un minuto. Non mi ricordo mai di quello che scrivo, che parola ho usato, perché l'ho scelta, cosa volevo dire in quel momento. Appartiene al passato, dopo 10 secondi non mi rappresenta più. Se l'avessi scritto dopo un'ora l'avrei scritto in un modo totalmente diverso, perché dopo un'ora avrei pensato ad altro. Rileggo solo dopo tempo, per rivivere quell'attimo, per vedere la persona che ero allora, per vedere come sono cambiato. Come rivedere un album di foto di quand'eri piccolo.
Scrivo essenzialmente per me stesso o per il mio Ego. Non ho mai realmente scritto solo per qualcun'altro.
Scrivo per dimenticare, per seppellire pensieri e per riscoprirli solo dopo anni, come piccoli tesori nascosti e luccicanti, per rivivere epoche svanite.
Scrivo per dimenticare e per poi poter ricordare.
martedì 25 maggio 2010
Chiarimenti
Oggi ho ricevuto una visita alquanto spiacevole da parte di uno stronzo di una nota fondazione (con sede a Palazzo Grazioli) che da 40 anni (come se me ne fottesse qualcosa) stampa pregiati libri per capi di stato, papi e altri rottinculo vari. Questa simpatica fondazione che come ripeteva il piazzista era senza scopo di lucro, (mentre invece è una S.p.a.), mi offriva, dato che ero nel loro database, un libro di Maria Teresa. Ok, grazie, anche se già so che non me ne farò un cazzo di questo libro. Ovviamente sapevo bene che c'era la fregatura. Cioè questi simpatici personaggi che per passione fanno libri pregiatissimi da 150mila euro l'uno (passione, mica cazzi), per questa occasione hanno sfornati subito un altro pregiatissimo pezzo da collezione da vendere ai pezzenti al costo di soli 1000 schifosissimi euro. Il libro raccoglie le rappresentazioni figurative sulla Madonna, che era (udite udite) la figura ispiratrice di Madre Teresa (pensavo fosse Ciocciolina guarda). Il tipo tenta quindi di vendermi il libro. Tutto normale. Rifiuto cortesemente. Non metto in dubbio il valore, dico semplicemente che 1000 euro da spendere per un libro sulla Madonna non ce li ho. Tutto normale. Quando ad un certo punto l'uomo che ha come missione quella di diffondere la cultura, comincia ad insultare me e la mia famiglia, dicendo che 1000 euro non sono nulla, che era uno scandalo,che la crisi non esiste, che le famiglie italiane sono ricchissime anche quando mia madre continuava a parlare delle millemile rate da pagare per mantenere uno stile di vita accettabile. A me ha detto che non amavo la cultura, perchè 1000 euro (o 75 al mese) erano facile per i giovani d'oggi da trovare. Quando ho replicato che oltretutto un libro sulla Madonna non lo comprerei mai e che l'arte cristiana non mi interessa, ha cominciato una tremenda filippica sulla decadenza di questi ultimi 2 millenni e di come la Chiesa abbia sempre tratto tutti d'impaccio, di come abbia favorito le arti e di come abbia progredito spiritualmente ed evoluzionistacamente(ma esiste sta parola?) l'uomo. Aggiunge inoltre che l'Unione Europea non deve assolutamente permettersi di dire all'Italia di togliere il Cristo dalle aule. Giammai. Sacrilegio, verso un simbolo che rappresenta la nostra nazione tutta, la nostra cultura. Queste ultime parole le dice senza alcun motivo, credo forse, per togliermi ogni dubbio riguardo al fatto che sia un vero coglione (lui). Finalmente questo individuo esce di casa senza senza essere cacciato a calci nel culo (cioè come meritava). Vorrei tanto avergliene dette quattro, ma si sa, le cose giuste da fare si pensano solo in ritardo (almeno per me ). Sento quindi il bisogno di chiarire alcuni punti :
1)Sei un figlio di puttana.
2)Tua mamma fa la puttana (questa era deducibile dal punto 1).
1)Sei un figlio di puttana.
2)Tua mamma fa la puttana (questa era deducibile dal punto 1).
3)Tu e la tua società siete un branco di figli di puttana (parzialmente deducibile dai punti 1 e 2) che si permette di andare in giro ad offendere la gente pur di vendere miseri libri del cazzo.
4)Cagherò sul tuo libro su Madre Teresa.
5)La Chiesa come le altri religioni hanno rallentato senza dubbio il progresso dell'umanità e continuano a farlo ancora oggi.
6)Nel Medioevo ( e anche dopo) la Chiesa era l'unica che poteva permettersi di commissionare opere ad artisti e fare mecenatismo, perché era (ora come allora) ricca e corrotta e piena di stronzi. Ed inoltre chi dice che quegli artisti senza la Chiesa non sarebbero stati ancora più grandi, e le loro opere ancora più grandiose?
7)Faccio grande uso delle parentesi (forse troppo)(ma non me frega un cazzo).
8)L'Italia è indietro nella ricerca scientifica e nell'istruzione a causa della Chiesa e del Papa.
9)Se per te il crocifisso è un simbolo della nostra cultura, tanto valeva metterci una pizza.
9)Se per te il crocifisso è un simbolo della nostra cultura, tanto valeva metterci una pizza.
10)La Madonna era Vergine come tutte le donne che hanno partorito figli (qui arrivaci da solo, sono stato meno offensivo che potevo).
11)Il Papa, quando dice che i preservativi non aiutano a prevenire l'AIDS, ma sono un problema, si comporta proprio da gran testa di cazzo.
12) Ne aggiungerò altre non appena mi verranno in mente.
venerdì 30 aprile 2010
Relatività
Dieci centimetri non sono niente. La lunghezza di una mano, il telecomando della televisione, l'altezza di un libro. Ma certe volte dieci centimetri possono essere quanto un anno-luce, possono essere una distanza infinita per separare due corpi di questo relativistico universo.
Offlaga disco pax - Enver
Sento un frastuono
rimbombi lontano in modo imperfetto
Hai lasciato:
piazze piene,
urne vuote,
tremori gentili
tracce sottili
tracce profonde sugli zerbini dei miei
pianerottoli.
Mancano:
le tue parole sul niente,
il calore
bagnato sporco che avevo
il dispiacermi di non bastare.
Hai lasciato
piazze piene,
urne vuote,
tremori gentili
tracce sottili
tracce profonde sugli zerbini dei miei
pianerottoli.
Mancano
le tue parole sul niente
il calore
bagnato sporco che avevo
il dispiacermi di non bastare
di non bastare...
Siamo rimasti a guardare
un desiderio
qualche volta noioso.
E non sarai mai
un emozione da poco.
giovedì 29 aprile 2010
Ingiustizie
Non è giusto. Non è normale,ma invece è qualcosa di mostruoso, di amorfo, di terribile. Quando scopri che quel poco che credevi di sapere svanisce in un istante, quando il sorriso scompare, quando ti scopri debole, quando ti ritrovi in lacrime. Semplicemente non è giusto, quando ti alzi dal letto. Provare a stare bene è una sofferenza straordinariamente atroce.
giovedì 11 marzo 2010
Le persone
Stasera volevo scrivere qualcosa. Niente di che. Qualcosa di semplice, senza troppe pretese. Senza manco sforzarmi di dover scrivere qualcosa di simpatico o divertente o magari di arguto. Qualcosa. Ma nemmeno qualcosa di me, qualcosa che mi è successo oggi o ieri. Giusto qualcosa per spezzare un po' la monotonia, liberare un po' la mente. Volevo parlare un po' delle persone, visto che in questi giorni il genere umano sta dando il peggio di sé. Volevo quindi scrivere qualcosa tipo :"le persone certe volte sono davvero pessime", ma sarebbe banalissimo e quindi l'ho scartato. Quindi ho pensato a :"le persone dovrebbero pensare bene a quello che fanno, perché poi va a finire che incorrono in errori di valutazione", ma questo fa davvero schifo, quindi l'ho eliminato. Poi sono arrivato a :" le persone dovrebbero pensare anziché alla pagliuzza negli occhi degli altri, alla trave che hanno in culo", ma mi suona troppo biblico e ho scartato anche questo. Allora ho scritto :"Due cose al mondo sono infinite : l'universo e la stupidità umana, ma della prima sono insicuro", ma questa è una citazione, e io stasera non volevo citare ma volevo scrivere qualcosa di mio pugno, solo per il gusto di scrivere. Perciò ho scritto "le persone certe volte meriterebbero la fucilazione", ma è troppo poco specifico e troppo reazionario. Indi ho provato : "certe persone dovrebbero farsi sterilizzare","la natura a volte è davvero troppo clemente", finché sono arrivato a "le persone sono così pessime che se sapessero il male che ti fanno, continuerebbero a farlo", ma manco questo mi convinceva molto. Infine sono giunto ad un semplicissimo "se ti vuoi bene, stai alla larga dalle persone che dicono di volerti bene". Questa pareva una bella cosa, non troppo lunga, liscia, con una sua sonorità. Non è Hemingway, ma poco importa. "Se ti vuoi bene, stai alla larga dalle persone che dicono di volerti bene". Diciamo che poteva andare, per una sera senza pretese. Però questa frase aveva insita un consiglio, anzi che dico, quasi un obbligo, e io odio leggere obblighi, e ancor di più scriverli, e peggio ancora odiare qualcosa che ho scritto io. E odio soprattutto quelle frasi lapidarie, che ti propongono come verità assoluta, ma non può esistere verità assoluta, quelle grandi frasi che tutti scrivono sulle persone e sul mondo, sono vere solo per loro e i loro piccoli limitati cervellini. Possono anche essere valide per loro, ma non per TUTTO. Quindi io odio quel tipo di frase, ed odio ancora di più scrivere quel tipo frase. E poi chi sono io per dire come dovete decidere le persone con cui vivere. Perciò ho scritto "Se ti vuoi bene, non è detto che tu debba stare per forza alla larga dalla persone che dicono di volerti bene", ma non mi piaceva nemmeno questo. Distrutto ho allora digitato le ultime parole : "Se ti vuoi bene, fai un po' quel che cazzo vuoi".
lunedì 8 marzo 2010
Telefono casa
Non capisco come possano esistere i pantaloni slim. Chi è la mente malata che ha disegnato questo capo per fenicotteri?Ma davvero secondo lui gli esseri umani hanno gambe come trampoli e una vita larga un pugno?Se sta cercando di fare selezione genetica attraverso l'abbigliamento dovrebbe essere denunciato, perchè certe cose sugli esseri umani sono vietate!Non puoi avere una tua idea su come debbano essere gli uomini, non possono essere tutti alti e magri, questa è discriminazione bella e buona, questa è eugenetica, questo è razzismo. Anche io sono un essere umano, e ho le cosce (o coscie), come due prosciutti, fin da quando ero piccolo, al punto che mia zia si divertiva a darmi gli schiaffi sulle cosc(i)e per vedere vibrare i miei gelatinosi muscoletti ( e qui magari Freud potrebbe avere qualcosa da dire...su mia zia ovviamente). Fatto sta che gli "slim" sono un crimine nei miei confronti, in quanto essere umano. Un essere umano medio, un essere umano come voi. Almeno questo è quello che mi hanno sempre detto. Pensandoci bene potrei tranquillamente essere un alieno di una razza di prosciuttoni parlanti abbandonato sulla terra quando ero ancora un piccolo cotechino. In tal caso vi prego miei simili, venitemi a prendere.
venerdì 5 marzo 2010
Il dubbio positivo
Quelli che sannò già come va il mondo,
quelli che sono convinti di aver capito tutto,
quelli che vogliono spiegarti come pensano le persone,
quelli che non sanno ammettere gli errori
quelli che vogliono dirti cosa devi fare,
quelli che ti dicono perchè stai sbagliando,
quelli che hanno le certezze,
quelli che hanno la fede,
per il tuo bene,
non starli mai a sentire.
quelli che sono convinti di aver capito tutto,
quelli che vogliono spiegarti come pensano le persone,
quelli che non sanno ammettere gli errori
quelli che vogliono dirti cosa devi fare,
quelli che ti dicono perchè stai sbagliando,
quelli che hanno le certezze,
quelli che hanno la fede,
per il tuo bene,
non starli mai a sentire.
martedì 2 marzo 2010
Amarcord
-Allora, il sistema di espressione pET è attualmente il sistema più efficace e utilizzato. Si basa sul promotore fagico del fago T7 e sulla sua RNA polimerasi e...e...scusami, è tutto ok?
-Uh?
-Tu al terzo banco tutto ok?è da 5 minuti che hai lo sguardo assente.sei sempre con noi?
-Eh?
-Se vabè.Ma perchè fissi il muro?
-No, ma non stavo fissando il muro,stavo pensando.
-Ah si?e a cosa?
-No, vabè ma non penso interessi a nessuno.
-No no, ci interessa.facci sentire a cosa pensi durante la lezione.
-E io...stavo pensando,ma in Amarcord lo zio di Titta, cioè il fratello di Pupella Maggio nel film quello fascista che denuncia pure il padre di Titta e gli fa bere l'olio di ricino,il bastardo che si tromba le tedesche e che non fa un cazzo dalla mattina alla sera, mi pare che assomigli a quell'attore,quello bolognese,che fa sempre la parte del parroco bolognese, sta in un sacco film,l'ultimo film in cui l'ho visto è oggi sposi in cui fa la parte del poliziotto che mangia sempre, il collega della Guzzantina ha presente?I due mi pare si assomiglino molto, e magari quello di Amarcord è il padre di quello della guzzantina, quello della guzzantina comunque io so che è vecchiarello, mi pare avrà almeno 50 anni, quindi però sono sicuro che non sia quello di amarcord perchè se ha 50 anni e amarcord è del '73, nel '73 questo aveva 10 anni e non ha sicuramente potuto fare quella parte no?però ha sto punto quanti anni ha quello di amarcord?più o meno pensavo a questo...
-Oddio.Ma sei sicuro di sentirti bene?
-Credo di si, è solo che certe mattine mi chiedo se non abbia sbagliato tutto nella mia vita...
-Uh?
-Tu al terzo banco tutto ok?è da 5 minuti che hai lo sguardo assente.sei sempre con noi?
-Eh?
-Se vabè.Ma perchè fissi il muro?
-No, ma non stavo fissando il muro,stavo pensando.
-Ah si?e a cosa?
-No, vabè ma non penso interessi a nessuno.
-No no, ci interessa.facci sentire a cosa pensi durante la lezione.
-E io...stavo pensando,ma in Amarcord lo zio di Titta, cioè il fratello di Pupella Maggio nel film quello fascista che denuncia pure il padre di Titta e gli fa bere l'olio di ricino,il bastardo che si tromba le tedesche e che non fa un cazzo dalla mattina alla sera, mi pare che assomigli a quell'attore,quello bolognese,che fa sempre la parte del parroco bolognese, sta in un sacco film,l'ultimo film in cui l'ho visto è oggi sposi in cui fa la parte del poliziotto che mangia sempre, il collega della Guzzantina ha presente?I due mi pare si assomiglino molto, e magari quello di Amarcord è il padre di quello della guzzantina, quello della guzzantina comunque io so che è vecchiarello, mi pare avrà almeno 50 anni, quindi però sono sicuro che non sia quello di amarcord perchè se ha 50 anni e amarcord è del '73, nel '73 questo aveva 10 anni e non ha sicuramente potuto fare quella parte no?però ha sto punto quanti anni ha quello di amarcord?più o meno pensavo a questo...
-Oddio.Ma sei sicuro di sentirti bene?
-Credo di si, è solo che certe mattine mi chiedo se non abbia sbagliato tutto nella mia vita...
domenica 7 febbraio 2010
Sangue e arena
Ho letto da una parte, che per stringere un rapporto saldo coi lettori bisogna cominciare qualsiasi cosa si scriva con la cosa più triste della propria vita. In realtà l'ho letto su un fumetto, in cui un tizio diceva che la persona che l'aveva iniziato alla scrittura(una vecchia nera obesa che aveva scritto centinaia di romanzi rosa pessimi mai pubblicati), gli aveva detto che bisogna cominciare così. Per stringere un legame coi lettori. Il motivo per cui io voglia stringere qualcosa con voi ora non mi è molto chiaro. Forse dipende dal fatto che ho appena accompagnato mio fratello ubriaco a letto, mentre bestemmiava il calendario e vomitava per strada. O forse dipende dal fatto che ho mangiato pizza coi peperoni e non un cazzo da fare in attesa della digestione (prevista per le 5 credo. Ma poi a voi che ve ne fotte del perché voglio stringere un legame con voi?Volete stringere?E stringete!Non volete?Andare al diavolo no?). Comunque la storia più triste del tizio del fumetto era un dramma comico. Un uomo è vestito da donna per fare uno scherzo quando viene a sapere che sua moglie è scappata con l'uomo con cui lo tradiva e lo ha anche derubato. L'uomo cerca conforto negli amici, ma questi, vedendolo vestito da donna, scoppiano a ridere,mentre lui piange disperato e le lacrime bagnano i suoi seni finti. Tragico. Non c'è nulla di più tragico della commedia. Eduardo de Filippo lo sapeva bene e in "Natale in casa Cupiello" metto in mostra una scena tragica ad hoc, quando Eduardo,il figlio e il cognato si vestono e cantano e ballano "Tu scendi dalle stelle" attorno a Pupella Maggio che è disperata, perché la figlia è scappata. Sublime. Niente è più tragico della commedia.
Il mio ricordo è diverso da questo. Non è niente di tragicomico ma una cosa a cui ho assistito a Barcelona. Tre anni fa a Barcelona coi miei amici andammo a vedere la Corrida alla Grande Arena. La Corrida è uno spettacolo terreficante e violento, crudo e senza senso come poche cose al mondo. Buokowski diceva che Hemingway, amava vedere le corride, perché capiva come girava il mondo. Probabilmente era vero. I tori vengono massacrati senza pietà mentre la folla invasata urla e strepita e incita il torero affinchè gli faccia qualche numero. In una normale corrida, si esibiscono 3 toreri a cui toccano 2 tori da scannare ciascuno. Tori che sono stati abbondantemente drogati e storditi e che non arrivano al torero se non dopo aver ricevuto qualche lancia nella schiena da simpatici bastardi su cavalli corazzati. Per il torero è relativamente facile schernire il toro in questo stato e poi dargli il colpo di grazia finale. Ma il sesto toro quel giorno non ne vuole sapere di morire facile. Indemoniato e folle si schianta con vigore contro i cavalli corazzati riuscendo ad abbatterne due. Una inarrestabile furia. Un maestoso re. La folla è come impazzita. Sembra posseduta. Le urla riempiono l'arena ed oltre fino ai monti che circondano la città. Il toro sta sovvertendo il suo destino da sconfitto e vince. Fino a che non arriva il torero. Questo bastardo sa il fatto suo e non ha paura. Entra nell'arena superbo e si piazza a 20 metri dal tono con sguardo da sfida. Il vigoroso animale accetta subito la sfida e carica il torero, che rimane immobile, lo sguardo fisso sul toro, la muleta spiegata. Il toro carica, sembra una locomotiva a tutto vapore, una massa nera potente e indistruttibile. Il torero fermo, senza fare una piega. Quando il toro gli è a 50 cm con un gesto di una semplicità spaventosa fa una piroetta e il toro passa sotto la muleta e va a finire contro i palchi. Altra carica stessa risultato. Si continua così per altri 15 minuti. Copione invariato. Ma nell'ultima carica il toro si ferma. Si blocca nel centro dell'arena a 3 metri dal torero, che rimaneva immobile. Ad un tratto il toro esausto crolla con le zampe anteriori in avanti,stremato dalla fatica immana. Il torero si avvicina. Tre metri,due metri,un metro, il torero è di fronte al toro. Il toro alza la testa e lo guarda. Il torero non batte ciglio e si fa portare la spada. Il pubblico, che cambia presto beniamino, è impazzito e urla e si sbatte e si dimena. "MATALO!!!MATALO!!". Il toro guarda fissa il torero, non sente le urla della folla, non sente più nulla. Davanti a lui un'ombra vaga che riesce poco a distinguere. Poi china la testa offrendo il collo al suo carnefice. Il re è caduto. Il valoroso condottiero si è arreso alla infame sorte. La lotta è finita, nulla si può contro la morte, contro il destino. Il toro ora non sente più nulla,il sangue gli scorre dalla testa e dal naso, ma è sempre piegato in avanti sulle zampe anteriori. Appare di una disperata pietà, ma è come se nessuno in quella fottuta arena se ne accorgesse.Ora c'è silenzio. La sete di sangue degli Dei sta per essere placata. L'arena si ammutolisce. Il torero alza la spada. Questi attimi durano secoli,millenni,ere, siamo tutti in attesa,ma sappiamo tutto cosa succederà.La vita è inutile,lottare è inutile,tutto è inutile, non c'è scampo,tutto è morto,Dio è morto. Il torero abbassa la spada e la inserisce tra le scapole per arrivare in un lampo dritto al cuore. Il toro crolla a terra, la sabbia si impregna di sangue caldo,la folla finalmente esulta, per la vittoria della morte sulla vita, io mi sento trapassare le scapole e poi il freddo del ferro che mi penetra nel cuore.
La cosa più triste che io abbia mai visto.
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